«Il concetto scientifico di stress ha avuto la fortuna di entrare nell’uso quotidiano, ma anche la sfortuna di essere interpretato molto male» Hans Selye, che è stato il padre del concetto di stress, nel 1980, due anni prima di morire, concludeva con queste parole un suo bilancio degli innumerevoli esperimenti e scritti che hanno preso l’avvio dalle sue scoperte.
Consideriamo due esempi di uso comune del concetto. Un’inchiesta condotta in Germania sulle 100 parole che hanno caratterizzato il ventesimo secolo, ha inserito nella lista il termine stress, assieme a doping, jeans, mafia, olocausto, sesso e vitamine. Ancora: dicendo «Mi sento stressato» in realtà intendiamo esprimere una nostra condizione di disagio, di tensione, di affaticamento. E non pensiamo che anche il sentirci in gamba, soddisfatti del nostro lavoro e creativi è un risultato dello stress. Il fatto è che, in generale, esso è ritenuto solo negativo e causa di malanni. Anche nella pratica medica, d’altronde, lo stress viene frequentemente identificato con una condizione di stanchezza dell’organismo. Sì, aveva ragione Selye: lo stress è spesso male interpretato.
Qui riassumo le più comuni idee sbagliate sullo stress, aggiungendo dei commenti essenziali, che verranno sviluppati nei capitoli che seguono:
- Lo stress è una condizione nociva.
Dipende dalle circostanze. Lo stress legato a un’attività intensa, ma anche divertente, creativa e soddisfacente, è benefico; quello, invece, legato a un insuccesso, a un’umiliazione o a una malattia è nocivo. Lo stress porta certamente a un dispendio di energie ma, a seconda delle circostanze, i risultati per la persona saranno giovevoli o dannosi.
In realtà, non possiamo evitare lo stress; la sua mancanza totale, inoltre, farebbe mancare gli impulsi indispensabili per mantenerci in vita, per resistere alle aggressioni degli agenti patogeni, e per adattarci nel modo giusto agli eventi esterni in continuo mutamento. Quello che dobbiamo evitare è lo stress eccessivo e nocivo.
Idea tanto diffusa quanto sbagliata. Di fatto, lo stress non agisce solo sulla mente (il che sarebbe già abbastanza nocivo), ma anche sull’organismo. Le malattie da eccesso di stress sono vere malattie e, spesso, non da poco: si pensi, per esempio, all’infarto cardiaco e all’ulcera gastrica.
A dire il vero, quelle che più soffrono per lo stress eccessivo sono le persone sempre dinamiche e con grinta, che accumulano impegni su impegni, senza concedersi un momento di sosta. È con loro che il logorio e la tensione da stress si fanno più tangibili. Potenzialmente, però, siamo tutti nel mirino dello stress.
In realtà, siamo noi i responsabili di maggior parte dei nostri stress. Molte volte siamo noi che scegliamo comportamenti e stili di vita che si rivelano stressanti. Per di più, è dimostrato che non è tanto importante quello che ci accade, quanto il modo in cui noi lo interpretiamo e lo affrontiamo. In questi casi, lo stress è dovuto a nostre scelte e a nostre reazioni consapevoli o dettate dall’inconscio.
Il fatto è che più ci troviamo invischiati in attività stressanti, meno sensibili siamo ai segnali d’allarme inviatici da una psiche e da un organismo stressati. Non ci sarà più possibile ignorarli solo quando lo stress e la tensione avranno raggiunto un grado troppo elevato.- È facile individuare le cause dello stress eccessivo.
Ciò è vero solo in parte. Talora siamo in grado di risalire alle cause del nostro stress analizzando quanto ci è accaduto recentemente. Altre volte, invece, i disturbi si presentano quando le cause sono avvenute molto tempo prima, ed è quindi difficile coglierne il legame.
Anzi, è vero il contrario: si può dire che lo stress non sia uguale per tutti e che ciascuno reagisca in modo «personalizzato». Ciò si riflette anche negli eventi che hanno provocato il nostro stress, nei disturbi che avvertiamo per un suo eccesso, e nel trattamento più adatto per venirne fuori.
In realtà il rilassamento è molto utile, ma molto difficile da raggiungere. Non basta metterci in poltrona e ascoltare della musica, e neppure le vacanze o altre forme di distrazione sono sempre rilassanti. Quando la tensione è forte, ci vuole ben altro. Ad esempio, per indurre un rilassamento profondo ci sono alcune tecniche che possiamo apprendere con notevole beneficio. Se poi lo stress ha superato un certo limite, il solo rilassamento non basta.
Spero che questo capitolo introduttivo del libro "Stress" a firma Mario Farnè (medico e psicoterapeuta e docente all' università di Bologna) ti abbia chiarito le idee su tutto ciò che gira attorno alla parola stress. Se vuoi contattarmi per chiedere consigli, discutere sul tema dello stress, fare domande, puoi farlo in privato scrivendomi un'email all'indirizzo info@iltuobenessere.it o nel form sottostante.
Articoli Correlati a questo:




ottobre 16th, 2011
Andrea Terenzi 
Posted in 








