Nella mia cassetta del “pronto soccorso”, ovvero quell’arsenale di tecniche e rimedi facilmente divulgabili ed applicabili alla bisogna, è presente un metodo mutuato dalla Kinesiologia che se applicato al logorio fisico e mentale, alla tensione, irrequietezza, ansia, oppressione, stanchezza emotiva, può procurare dei benefici insperati nonostante la sua apparente ed estrema semplicità.
Per chi desiderasse approfondire il tema dello stress, consiglio il mio report omaggio “Vincere lo Stress”, scaricabile gratuitamente da questo stesso blog ed inoltre tutti gli articoli dedicati all’argomento nella sezione “Tutto su Stress e Ansia” (dei quali rimando alla lettura).
In questa sede mi pare appena il caso di citare i tre stadi entro i quali la sindrome da stress trova la sua naturale evoluzione:
STADIO 1: ALLERTA
Quando siamo esposti ad una situazione particolarmente destabilizzante, il cervello segnala istantaneamente al corpo di immettere nel sangue ormoni da stress (principalmente adrenalina). Essi producono cambiamenti del metabolismo e di conseguenza la circolazione sanguigna diminuisce. La corteccia cerebrale (parte anteriore del cervello) non viene più irrorata a dovere ed aree non essenziali del cervello vengono chiuse. A questo punto siamo pronti per reagire. Nel qual caso lo stimolo perdesse d’intensità, non vi sarebbe reazione e tutto tornerebbe alla normalità, mentre se persistesse salteremmo direttamente alla fase 2.
STADIO 2: RISPOSTA
A questo punto cerchiamo di salvaguardare il nostro benessere, reagendo allo stimolo dato. Possiamo scegliere di “lottare” o fuggire, in entrambi i casi il sangue continua ad essere deviato dalla corteccia cerebrale. Quest’area contiene il nostro intelletto, la nostra facoltà di pensiero cosciente ed è destinata a dirigere la soluzione dei nostri problemi complessi. Più siamo stressati, più quest’area viene chiusa. Se il nostro corpo riesce a reagire in modo efficace brucerà gli ormoni da stress che circolano nella nostra corrente sanguigna ed il nostro organismo tornerà pian piano in condizioni normali. Talvolta però gli sforzi che facciamo per fronteggiare il cambiamento ci portano al limite delle forze. A questo punto si innesca un altro meccanismo protettivo, il terzo stadio dello stress.
STADIO 3: SOPRAFFAZIONE
L’umore è pessimo, non siamo più in equilibrio, le nostre facoltà mentali sono annebbiate, siamo irascibili. Lo stadio di sopraffazione ci debilita. Il sangue viene ritirato dalle membra e inviato agli organi addominali, quindi fegato, polmoni e reni. Con i muscoli meno irrorati di sangue, le nostre gambe e le nostre braccia fanno una fatica immane ad articolarsi. Ad uno stadio avanzato di “sopraffazione” si sperimenta un annebbiamento della mente, totale disattenzione e persino vertigini. Si prova fatica anche non facendo nulla di particolare, quella stessa fatica che non viene cancellata neppure dal sonno. Poiché nel ventre si raccoglie più sangue, avvertiamo spesso una pesantezza in quel punto e vogliamo sederci o stare sdraiati.
A questo punto entra in campo il mio kit di pronto intervento, con una tecnica davvero efficace che ora andrò a spiegarti.
Il Touch for Health e la kinesiologia specializzata, mettono a disposizione una semplice metodo per ridurre lo stress chiamato A.S.E. : alleviamento dello stress emotivo .
Per prima cosa andiamo a localizzare i punti che andremo a stimolare durante la nostra pratica. Si tratta dei lobi frontali, vale a dire quelle due prominenze che troviamo sulla fronte di ogni essere umano (quindi anche la tua, sorridi J) situate sulla stessa linea verticale delle pupille, a circa metà della fronte.
Per ottenere l’effetto calmante, toccate leggermente le prominenze frontali con i polpastrelli, non con la punta delle dita. La pressione deve essere leggera, sufficiente per spostare leggermente la pelle. Toccando i punti, potreste sentire una lieve pulsazione sotto le dita. Quando questa diventa sincronizzata su tutti e due i lati, significa che l’esercizio è stato fatto per un tempo sufficiente. La tecnica agisce ugualmente anche se non sentite le pulsazioni. Con la pratica imparerete a sentirle quasi tutte le volte che farete l’esercizio.
Pensate alla situazione che è fonte di stress dall’inizio alla fine dell’esercizio, per più volte, cercate di immaginare i dettagli e di immedesimarvi nella situazione.
A seconda del tipo di stress che la situazione mostra, potete massaggiare da un minimo di 20/30 secondi fino a 10 minuti. In Kinesiologia Applicata questi punti vengono chiamati neurovascolari e secondo gli studi del Dr. Bennet agiscono al fine di cambiare il flusso sanguigno nel cervello e nello stomaco. Gli effetti di riduzione dello stress sono tangibili ed in molti casi possono essere molto profondi.
Condizione ottimale per eseguire la tecnica e quella che vi vede stesi su di un letto o un divano, lontano da luci abbaglianti e rumori assortiti.
Buon A.S.E a tutti!
Ora ti lascio al tuo esercizio, ma subito dopo non dimenticarti di farmi sapere com’è andata, d’accordo? Scrivimi!
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ottobre 10th, 2011
Andrea Terenzi 
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Buonasera.
MI complimento con l’autore del post, utile e ben fatto
Grazie Luigi!